Master di secondo livello in Turismo Relazionale Integrato (T.R.I.) e Pianificazione territoriale
Il primo Master Internazionale di II livello in “Turismo Relazionale Integrato e Pianificazione Territoriale” proposto dall’Università di Palermo, la Helwan University e il Collegio Universitario ARCES di Palermo è stato istituito ufficialmente con la firma congiunta dello Statuto costitutivo a Palermo, nella primavera del 2004.
In seguito all’incontro del 19 maggio 2005 al Cairo, fra i Ministri dell’Università e della Ricerca Scientifica italiano ed egiziano, è stato inserito all’interno del Protocollo d’Intesa firmato in quella occasione dal Ministro Letizia Moratti e dal Ministro Amr Salama.
Il Master prevede il rilascio del titolo congiunto di Master di II Livello da parte dell’Università di Palermo e della Helwan University. La docenza è incrociata con professori italiani ed egiziani ed esperti e docenti provenienti da altre regioni euro-mediterranee.
Il percorso di studi offre le opportunità e le aspettative di una formazione adeguata per una professionalità nascente in un settore già avviato verso un forte sviluppo, soprattutto nella nostra area geografica.
L’obiettivo del Master è quello di formare figure professionali in grado di interpretare, analizzare e comprendere i fenomeni territoriali, sociali, di micro-economia, culturali, storici e di tradizione. Figure specializzate nella gestione e nella formulazione di programmi strategici che, attraverso l’uso “relazionale” del turismo e la capacità di interpretare gli elementi del territorio, possano concorrere alla salvaguardia delle identità locali e dei luoghi e contribuire ad uno sviluppo economico endogeno delle regioni e delle città mediterranee.
Queste nuove figure professionali, individuabili in prima approssimazione come “operatori areali” o “Meta-Manager” forniranno la loro competenza a enti pubblici, aziende pubbliche e private, tour-operator o singoli operatori del settore turistico, per la creazione di programmi di Sviluppo Locale reticolare. Concretamente nelle aziende private come gestori (proprietari o meno) di microcentralità del Turismo Relazionale integrato soprattutto nei casi dei punti leader delle reti che, dalle microcentralità stesse, saranno organizzate.
Il Turismo Relazionale Integrato
Un orientamento strategico dell’economia attuale tende a disgiungere le attività produttive da luoghi e società, esaltando il fenomeno della “de-territorializzazione” dell’economia. Questa tendenza non favorisce i paesi esterni alle aree sviluppate o comunque in via di sviluppo che, di contro, necessitano di una moderna ri-territorializzazione socio-economica.
Il “turismo” è uno dei pochi settori produttivi che di sua natura non può essere de-territorializzato come invece può accadere a una “fabbrica” o a un “laboratorio”. Tuttavia di fatto, la maggior parte dell’attività turistica è nelle mani dei “mercati di richiesta” (che sono i più ricchi) e le loro organizzazioni operano nei “mercati di offerta” (tra i quali quelli dei Paesi Mediterranei) dove resta molto poco del plusvalore che invece va fuori dal territorio regionale. Le prospettive relative alle attività definite di Turismo relazionale integrato (T.R.I.) sono quelle di mantenere nel territorio una quantità pressoché totale del plusvalore turistico, con ulteriori apporti derivati dalle attività “integrate”.
Il T.R.I. offre per buona parte l’ospitalità nella stessa tipologia abitativa del turismo rurale (casali, bagli, masserie, ville in genere) ma può offrirla anche in case del centro storico delle città di borghi e paesi significativi; inoltre esso, allarga l’offerta di beni e servizi a tutto l’ambiente, alle sue produzioni, alla sua storia, e alla sua cultura. Le entità ospitanti coincidono in genere con abitazioni familiari opportunamente attrezzate, e aprono alla clientela l’ambiente storico-naturale, i progetti locali, e il normale clima di vita e di produzione della società locale. Chi realizza la gestione vive nei luoghi e per questo radica attività e reddito al territorio dell’“offerta” turistica.
Con il T.R.I. si costruiscono rapporti capillari. Attraverso la rete telematica la clientela viene direttamente raggiunta a casa sua da quanti “offrono” l’ospitalità. I tempi di permanenza del T.R.I sono analoghi all’antica villeggiatura (alcune settimane); si prevede che, la maggior parte della clientela, abitualmente, ritorni.
Il termine “integrato” indica la tendenza del turismo relazionale ad aiutare assieme all’attività culturale anche la produzione del posto (agroalimentare e artigianale) verticalizzandola e commercializzandola, giovandosi anche dei rapporti capillari con le clientele. La relazione umana riacquista importanza anche nello stesso scambio commerciale. Le stesse persone spesso provenienti dalle grandi città dei Paesi ricchi del mondo, hanno la possibilità di costruire joint-venture con i “locali” valorizzando il prodotto del posto. Le relazioni capillari nate con il T.R.I. saranno così principio e consolidamento dello sviluppo socioeconomico locale. Ma, più a fondo, si potrà sviluppare un dialogo interculturale partendo dalla valorizzazione delle culture locali e giungendo ad un’auspicabile integrazione fra persone con tradizioni culturali diverse, in particolare favorendola tra giovani, che più facilmente sono portati a costruire nuove amicizie.
Il know-how sul T.R.I. patrocinato dalla Presidenza e dalla Giunta di Governo della Regione Siciliana, appartiene all’ ARCES - Gruppo progettazione per la ricerca già sviluppata e in corso di sviluppo sotto la sigla MOTRIS.
Le attività sui contenuti del T.R.I. risalgono agli anni ’90 e concretamente il Collegio Universitario ARCES e il suo Comitato Scientifico hanno impostato fin dal 1998 con il primo Colloquio Euro-Mediterraneo, patrocinato dalla Presidenza della Regione Siciliana, le attività di ricerca e studio sul T.R.I.
Da allora si è venuto a costituire un fitto tessuto di incontri di carattere internazionale (Convegni, Seminari, Stage, ecc.) che hanno visto come interlocutore preferenziale l’Egitto, prima con la Cairo University e successivamente con la Helwan University.
A partire, poi, dall’inizio del 2000 le attività si sono intensificate giungendo alla realizzazione del primo Master sulle tematiche del T.R.I., finanziato dal MIUR all’ARCES e svoltosi presso la Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Palermo.
La prima linea di Ricerca sul T.R.I. ha avuto una sua esperienza nella ricerca MOTRIS prima fase, condotta dall’ARCES per conto della Presidenza della Regione Siciliana e sviluppata con una consulta scientifica internazionale, applicata con particolare riferimento al dialogo tra le due aree, quella siciliana e quella cairota, con un intreccio di vedute e di apporti scientifici dall’una e dall’altra parte.
In questa I fase si è messo in evidenza, a scala regionale, il patrimonio di risorse reali esistente e quello potenziale nelle aree interne dell’isola, da offrire al T.R.I., sia in termini di ricettività e posti letto che in termini di servizi e risorse ambientali, storiche, architettoniche, paesaggistiche e produttive tradizionali.
I primi risultati della ricerca sono pubblicati nel volume:
Gulotta D., Naselli F., Trapani F. a cura di, Motris, microcentralità relazionali nel Mediterraneo. ISBN88-8827